
Il micromosaico tra tecnica e artigianalità
Il micromosaico nasce nella Roma della seconda metà del ‘700, un’arte dalla perfezione esecutiva stupefacente che con l’introduzione della filatura della pasta vitrea, diversamente da quanto avveniva in passato con la tecnica dello smalto tagliato, ha dato la possibilità di realizzare opere dai piccolissimi dettagli uniche nel suo genere.
La tecnica consiste infatti nell’abbinare piccole schegge di vetro colorate, ricavate da bacchette di pasta vitrea fusa ad altissime temperature e filate a mano, al fine di ottenere le minuscole tessere da impiegare per la realizzazione di opere dalla meticolosa precisione.
La sua peculiarità consiste proprio nell’incastonatura manuale delle singole tessere, le quali possono essere anche inferiori al millimetro, e che unite vanno a comporre un’opera irripetibile e dal processo artigianale unico.
Una tecnica che rivoluzionò senza dubbio l’arte dei micro-mosaici fu quella di Antonio Aguatti detta “malmischiati”, ovvero l’unione di più toni di colore che davano vita a sfumature infinite in grado di cogliere ogni minimo trapasso di luce favorendo i passaggi chiaroscurali. La tecnica venne poi in seguito perfezionata da Giuseppe Maria, che sotto la guida di Michelangelo Barberi, iniziò ad utilizzare all’interno del procedimento la lampada da orefice al fine di ottenere delle tinte molto più brillanti di quelle ottenute e filate con la vecchia tecnica.
Il legame con Roma

Una delle più importanti scuole di Mosaico d’Europa fu quella dello Studio del Mosaico in Vaticano, diventato nel corso del ‘700 un riferimento internazionale grazie alle prestigiose opere commissionate dalle monarchie europee e con specializzazione sulle opere da cavalletto.
La circolazione delle opere, donate ai monarchi in visita o dai pontefici ai diplomatici, incrementò il prestigio dei micromosaici che divennero presto le opere favorite dai ricchi di tutto il mondo.
Le scoperte archeologiche di quegli anni influenzarono molto la produzione artistica, inclusa quella dei micromosaici, infatti i monumenti più riprodotti furono: Il Pantheon, l’Anfiteatro Flavio e il Tempio di Vesta ma anche le Vedute Ricordo di Roma ebbero molto successo, nelle quali i soggetti preferiti furono proprio La Basilica di San Pietro e i Fori Romani.
Ogni opera è dunque un pezzo unico e straordinario lavorato con grande abilità artigianale dagli artisti dell’epoca, Pami antichità a Roma dal 1999 acquista e vende opere d’arte provenienti da ogni parte del mondo ed epoca storica.
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