
L’argilla
Esistono differenti tipologie di argilla:
-Argilla sedimentaria, solitamente chiamata anche creta e può essere di colore rosso, giallo, grigio o verde;
-Argilla refrattaria, la quale può avere moltissime sfumature di colore che vanno dal bianco al nero ma anche color mattone o rosa; è utilizzata solitamente per piastrelle o vasellame in quanto non subisce deformazioni con le alte temperature;
-Argilla pura, di colore bianco viene utilizzata nella ceramica decorativa.
L’argilla in generale può contenere diverse impurità poiché un materiale molto plastico e poco poroso che solitamente viene utilizzato nell’ arte poiché facilmente modellabile.
Le impurità più frequenti in questo tipo di materiale sono il calcare e la sabbia che vengono eliminati attraverso trattamenti specifici prima del suo utilizzo immergendo la stessa in un recipiente d’acqua in modo tale da far galleggiare le impurità più leggere e far depositare le più pesanti sul fondo del recipiente.
Per la lavorazione dell’argilla vengono utilizzate oltre che le mani, spatole d’acciaio, di legno o plastica.

La terracotta
La terracotta veniva impiegata, in particolar modo nel periodo ellenico, per la realizzazione di statue o ritratti mentre in Italia fu molto utilizzata dal popolo degli Etruschi.
Nel 1400, lo scultore Della Robbia diffuse l’utilizzo della terracotta invetriata di colore verde, giallo, bianco e azzurro. Solitamente si considera questo materiale come uno di quelli meno nobili, in particolare per la concezione di Michelangelo, il quale influenzò per secoli la percezione dei materiali della scultura poiché posizionava in una scala di valore il marmo in testa e la terracotta come uno dei materiali più poveri dell’arte.

La ceramica
La ceramica è un materiale allo stato naturale molto duttile ma rigido in seguito alla cottura. I colori della ceramica solitamente variano in base agli ossidi contenuti, e per questo possono essere gialle, rosse, arancio o brune.
Esistono varie tipologie di ceramica:
-Ceramica a pasta porosa, particolarmente assorbenti e possono essere scalfite come ad esempio terraglie o maioliche.
-Ceramiche a pasta compatta, caratterizzate da una bassa porosità ed elevata impermeabilità e per questo non possono essere scalfite, come nel caso del grès o della porcellana.
La ceramica può essere smaltata e decorata in vari modi in base al risultato che si vuole ottenere, nel dettaglio:
-Cristalline o vetrine, ovvero dei rivestimenti vetrosi e trasparenti, quasi mai colorate e per questo lasciano intravedere l’argilla al di sotto.
-Ingobbio, sono smalti composti da argille triturate, sostanze minerali e ossidi utilizzati su un oggetto essiccato non ancora cotto.
-Smalti, un rivestimento vetroso non trasparente; la smaltatura può essere eseguita con aerografo, per immersione, a campagna o pittura a smalto.

Il gesso
L’uso del gesso ha caratterizzato moltissime età dell’arte, l’antico Egitto come supporto dei dipinti delle tombe e per la fasciatura della mummificazione, la realizzazione di elementi architettonici con i Romani, ma anche durante il periodo Barocco e del Modernismo dove il gesso veniva sostituito al marmo.
Il gesso è presente in natura all’interno di giacimenti formatisi in seguito al deposito di acqua dei mari o dei laghi per ossidazione dello zolfo o di solfuri metallici; dopo essere stata estratta, la pietra viene fatta a pezzi e cotta in forni ad alte temperature e successivamente vengono macinati i frammenti e creato il gesso in polvere il quale, a contatto con l’acqua indurisce velocemente.
I gessi impiegati per la scultura sono l’alabastro e la scagliola che indurisco dopo trenta minuti dall’inizio della loro lavorazione e gli strumenti per la lavorazione di questo materiale sono spatole in acciaio e plastica per lisciare, quelle più piccole per modellare, le raspe dentate per grattare il gesso una volta secco, la sega per tagliare e gli scalpelli per scalfire.

Il piombo
Il piombo è un materiale particolarmente malleabile e pastoso che viene estratto dai minerali tramite la tecnica dell’arrostimento. Nell’arte il piombo viene messo e fatto scorrere all’interno di stampi chiamati “a conchiglia” che vengono cosparsi precedentemente con talco o grafite.
Il piombo viene solitamente impiegato per la realizzazione di piccole sculture in quanto è un materiale molto pesante e con bassa resistenza meccanica, dunque inadatto ad opere di medio- grandi dimensioni.
Il bronzo
Il bronzo è uno dei metalli più utilizzati e nobili nella scultura. Il colore del materiale varia a seconda della quantità dei metalli contenuti nella lega ma anche dalle sue caratteristiche come: lo stagno, il quale conferisce maggiore durezza e brillantezza o il piombo che permette una maggiore fluidità. Nel periodo ellenistico il bronzo divenne un materiale molto utilizzato poiché più resistente del marmo e con una maggiore stabilità senza bisogno di supporti esterni alla figura.
La tecnica che permette di ottenere le sculture in bronzo è la “Cera persa”, ed è la stessa utilizzata per statue in bronzo più recenti come il David di Donatello; la procedura consiste nel realizzare un modello in creta su cui poi viene applicata un altro modello in cera, successivamente viene creato un stampo in argilla nel quale si fa colare il bronzo e in questo modo la cera intorno viene scaldata e fatta sciogliere facendo emergere la statua di bronzo creata al di sotto.

Il travertino
Il travertino è una roccia calcarea di colore bianco avorio, molto resistente e particolarmente utilizzata nella scultura poiché si scolpisce facilmente.
Il marmo travertino viene utilizzato sia come materiale da costruzione che da decorazione; si presenta in una grande varietà di finiture ed ha un’ottima resistenza all’usura oltre ad essere molto poroso e non permeabile all’acqua, caratteristiche che lo rendono adatto ad ogni contesto ed utilizzo.
Il marmo
Il marmo deriva dalla trasformazione di calcari più o meno puri e può essere bianco, più facile da lavorare e morbido o colorato e più secco. Tra i marmi bianchi più pregiati è possibile trovare ad esempio lo statuario puro, il bianco puro e il bianco chiaro di Carrara che sfuma sul grigio.
Tra i marmi colorati è possibile distinguere invece il marmo rosso, il marmo nero spagnolo o quello del Belgio.
L’aspetto lucido e luminoso di questo materiale era particolarmente apprezzato prima dai popoli dalla Mesopotamia, successivamente dai greci e dai romani e ancora ad oggi è utilizzato per statue e oggetti.
Nella scultura è senza dubbio il materiale più utilizzato, prediletto da artisti come Michelangelo, Canova, Donatello e Bernini, poiché se fresco di cava è piuttosto morbido e semplice da lavorare diventando poi denso e duro, inoltre il marmo bianco permette alla luce di penetrare la pietra assumendo un aspetto che ricorda la pelle umana.

Il granito
Il granito è una roccia di origine vulcanica, quindi ignea, che si è raffreddata all’interno della crosta terreste. Nei processi di solidificazione e di trasformazione, le impurità si sono ricristallizzate e a seguito di questo, si è creato un materiale duro e particolarmente resistente, apprezzato proprio per le sue impurità che generano le diverse colorazioni.
E’ utilizzato nella scultura proprio perché compatto e resistente e dunque prediletto per le statue da esporre negli ambienti esterni soggette agli agenti atmosferici.

Il legno
Il legno è un materiale organico vegetale e può essere sia duro che tenero; le tipologie di legno usate nella scultura sono il noce, l’ebano, il cedro, il ciruolo e l’ontano. Solitamente viene utilizzata la parte più interna e più vecchia del tronco che deve essere prima stagionato per diversi anni in base al tipo di legno utilizzato per liberarlo dall’ umidità e renderlo più resistente.
Terminata la scultura, il legno viene tinto con dei pigmenti sciolti in acqua o alcool e nel dettaglio i legni dalla venatura particolare vengono impiegati per realizzare sculture di grandi dimensioni mentre quelli dalla grana meno visibile per intagli più dettagliati.
