
Un mobile antico, per essere definito tale, deve necessariamente essere di un’epoca antecedente al 1840, data dopo la quale è iniziata la produzione in serie grazie alla meccanizzazione degli attrezzi. Per questo motivo è importante per questo affidarsi a degli esperti in grado di valutare correttamente i pezzi di arredo e attribuirgli il giusto valore ricostruendo l’epoca di produzione, le tecniche utilizzate e identificando lo stile di appartenenza.
I parametri di valutazione dei mobili antichi e degli arredi d’epoca
L’epoca, la nazione e lo stile dei mobili d’epoca
La valutazione dell’epoca di produzione è uno dei parametri più importanti quando si deve valutare un mobile per comprendere se si ha a che fare con dei mobili originali e antichi o con dei mobili in stile che hanno ovviamente un valore di mercato inferiore.
Ogni epoca ha prodotto degli arredi con uno stile ben definito, dettagli precisi, materiali e tecniche specifiche, per questi motivi è bene affidarsi ad un esperto del settore che sappia riconoscere e valutare questi elementi.
Come l’epoca, anche la nazione di origine riveste un ruolo fondamentale nella valutazione, ad esempio entrando in territorio francese dove sono stati prodotti moltissimi mobili antichi, l’epoca di produzione incide notevolmente sul valore, in quanto, un mobile del primo quarto del XIX secolo come un Luigi Filippo d’epoca, ha un valore di valutazione molto più alto rispetto ad un Luigi Filippo Napoleone III.
Lo stato di conservazione dei mobili antichi

Lo stato di conservazione di un mobile antico incide notevolmente sul valore dello stesso che tiene conto di usure, graffi, danni atmosferici, decorazioni mancanti o altri difetti visibili, ed infine se il mobile ha subito delle sostituzioni importanti come un cassetto o un’anta.
Come anticipato, i mobili antichi antecedenti al 1840, venivano prodotti a mano e per questo, un occhio esperto, sarà in grado di riconoscere delle impercettibili imperfezioni che dimostrino l’artigianalità e il valore dell’arredo.
La rarità dei mobili antichi
Un mobile antico è raro quando sono presenti pochi esemplari con le stesse caratteristiche o quando è stato realizzato da un noto ebanista o da un committente particolarmente importante. La rarità incide ovviamente sulla valutazione del mobile, che avrà dunque un maggior valore di mercato meno pezzi saranno stati prodotti.
La qualità dei mobili antichi
La qualità di un mobile antico viene valutata sulla base dei materiali utilizzati per la sua realizzazione e a seconda delle tecniche di realizzazione utilizzate dall’artigiano o dall’ebanista. I mobili antichi possono presentare intagli, applicazioni, cornici, laccature o dorature che rendono il mobile di pregio e con una maggiore qualità.
Le tipologie di legno dei mobili antichi
Le strutture dei mobili antichi venivano realizzate in rovere o in noce ma, in seguito al divieto di importazione di legni esotici durante il periodo napoleonico, vennero utilizzati legni locali di colore chiaro o legni da frutto.
I così detti “mobili provinciali” prodotti in Francia e in Italia, differivano inoltre dai mobili pregiati per lo stile più semplificato e per l’utilizzo di legni più economici nelle strutture.
Anche lo spessore del legno è una caratteristica importante nella valutazione dei mobili antichi in quanto, un mobile lastronato con uno spessore maggiore di 2-5 mm, apparterrà sicuramente ad un’epoca antecedente alla metà dell’800 avendo dunque un valore maggiore rispetto ad un mobile di un’epoca successiva.
Come capire la provenienza di un mobile antico?

I mobili francesi sono caratterizzati dallo stampiglio posizionato solitamente in posti poco visibili per simboleggiare l’appartenenza ad un’epoca tra il 1741 e il 1791, o in alternativa dalla firma con inchiostro grasso su legno tenero.
Arredi inglesi tra la fine del 700 e l’inizio dell’800, solitamente impiallacciati con un’essenza tendente al color ocra e venature piumate (Stile Sheraton).
I mobili genovesi, si differenziano per i decori intarsiati a quadrifoglio.
I mobili lombardi del 700, solitamente caratterizzati da cornici sottili e scure che incorniciano cassetti e ante.
Infine, è importante sottolineare come non bisogni associare automaticamente tutti i mobili antichi dei periodi sopra citati alla qualità dei materiali, in quanto, soprattutto nei primi dell’800, diversi artigiani utilizzavano dei legni di bassa qualità per la produzione degli arredi facendoli bollire con sale di tartaro, verniciandoli ed imitando le venature di un legno di pregio.
Un vero esperto di mobili antichi sarà dunque in grado di collocare i pezzi di arredo nell’epoca esatta e di valutarne la qualità e la provenienza ottenendo una stima reale di mercato.